La legge di bilancio 2021 ha portato con sé la proroga di opzione donna, rendendo possibile il pensionamento anticipato per alcune lavoratrici.

Grazie alla legge di bilancio 2021, nello specifico grazie al comma 336, anche quest’anno c’è stata la proroga dell’opzione donna. 

Inizialmente introdotta dalla legge Maroni 243/04 e poi ripresa dalla riforma pensioni Fornero 2011, è un meccanismo prorogato per diversi anni riguardante il pensionamento anticipato. Voci di corridoio lo vedono addirittura diventare una possibilità strutturale durante il corso dei prossimi anni. Grazie a opzione donna le pensioni possono essere anticipate di qualche anno, per alcune categorie di lavoratrici.

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Opzione donna non è altro che un’opportunità per le lavoratrici dipendenti o autonome di ottenere la pensione anticipata. 

Questo cambiamento è una modifica piuttosto ghiotta perché permette a lavoratrici con un numero di anni d’anzianità inferiore alla norma di approdare ai dolci lidi della pensione. 

Proroga pensione opzione donna: nessun cambiamento rispetto alle legislazioni precedenti

Diversi sono i requisiti da soddisfare per poter accedere a opzione donna.
È necessario avere almeno 58 anni di età se si è lavoratrici dipendenti; se si è lavoratrici autonome il requisito anagrafico aumenta di un anno e diventa pari a 59 anni.

In entrambi i casi è necessario soddisfare anche 35 anni di contributi versati.

Differenze tra opzione donna e normale pensione anticipata

La pensione anticipata ottenuta attraverso l’utilizzo di opzione donna è differente da quella che altrimenti si otterrebbe.

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La più grande differenza è relativa all’entità dell’assegno.

La pensione anticipata normale ha un assegno il cui valore si basa sul sistema pensionistico misto. Questo mescola sistema retributivo per i contributi versati prima del 1996 e sistema contributivo per quelli versati dopo tale anno.

La pensione anticipata ottenuta con opzione donna, invece, ha un assegno la cui entità è calcolata assumendo che tutti gli anni di contributi siano stati versati seguendo il sistema contributivo.

Il risultato finale può cambiare anche di molto, a seconda della modalità scelta.
L’entità dell’assegno varia sempre verso il basso, con stangate anche pesanti per chi ha moltissimi contributi versati prima del 1996.

La seconda grande differenze è caratterizzata dalla presenza di una finestra mobile.
Questo termine non è altro che il lasso di tempo che intercorre tra il raggiungimento dei requisiti per l’ottenimento della pensione e la sua effettiva erogazione.
Dal momento in cui si raggiungono i requisiti all’erogazione della pensione è necessario aspettare diversi mesi.
Ad aspettare meno sono le lavoratrici dipendenti con una finestra mobile di 12 mesi; va peggio invece alle autonome che devono aspettare ben 18 mesi.

Come effettuare la domanda per opzione donna

Per presentare opzione donna esistono tre differenti procedure da seguire: una web, una telefonica ed una attraverso patronati o intermediari.

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Per effettuare la domanda in maniera telematica è necessario seguire la procedura che si trova a questa pagina.
Per effettuare la domanda telefonicamente è possibile contattare gratuitamente da rete fissa il 803164 o da rete mobile (a pagamento) il 06164164.
In alternativa è possibile recarsi presso il più vicino patronato o intermediario per usufruire con l’assistenza degli operatori dei servizi telematici.


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