Gli incentivi pubblici al comparto dell’oil and gas finiranno entro il 2025: ed è soltanto il primo passo, annuncia l’Unione.

Il Parlamento europeo ha votato per avviare i negoziati con i Paesi dell’Unione per introdurre l’eliminazione graduale degli aiuti di stato al settore dei combustibili fossili entro il 2025. Lo stop è il primo passo di un percorso che arriverà a tagliare tutti gli altri sussidi ad attività dannose per l’ambiente entro il 2027. La Commissione valuterà entro dicembre 2022 quali sussidi sono dannosi e lo comunicherà agli Stati membri.

Stop ai sussidi alle fonti fossili entro il 2025

L’annuncio arriva con il lancio dell’ottavo Programma di azione ambientale (Paa) dell’Unione europea per il monitoraggio del raggiungimento degli obiettivi climatici e ambientali del Green Deal. Il Programma rileverà fino al 2030 i progressi dell’Ue e indicherà dove accelerare per la transizione verso un’economia verde.

L’obiettivo del Parlamento è far diventare l’economia dell’Unione “climaticamente neutra, efficiente sotto il profilo delle risorse, pulita e circolare”. I sei obiettivi prioritari proposti dalla Commissione – si legge in una nota – sono:

  • mitigazione del cambiamento climatico;
  • adattamento ai cambiamenti climatici;
  • protezione e ripristino della biodiversità terrestre e marina;
  • economia circolare non tossica;
  • ambiente a inquinamento zero;
  • minimizzazione della pressione sull’ambiente causata dalla produzione e dal consumo in tutti i settori.
Una fabbrica di combustibili fossili
L’Ue mette il freno all’oil and gas

Gli incentivi pubblici al comparto dell’oil and gas comprendono finanziamenti diretti e indiretti, riduzioni di accise, esenzioni e deducibilità dall’imponibile. Questo supporto è arrivato in passato a superare i 300 miliardi di euro complessivi.

L’eliminazione dei sostegni alle fonti inquinanti e responsabili dell’effetto serra fa parte del piano di green economy europea. Gli Stati membri saranno tenuti ad integrare questo e gli altri obiettivi climatici, ambientali e sociali nei loro piani nazionali.

Ue e Wwf dicono no agli aiuti di stato alle fonti fossili

Questo ottavo Paa – spiega la relatrice Grace O’Sullivan dei Verdi – risponde alle sfide fondamentali che devono affrontare i nostri cittadini e il nostro pianeta con un quadro ambizioso che riconosce la necessità di un cambiamento sistemico. Spostandoci verso un’economia del benessere, possiamo garantire una transizione giusta e sforzarci di raggiungere il nostro obiettivo generale di ‘well-being economy’ entro i confini del pianeta. Sono fiduciosa che l’ottava Paa, rafforzata da solidi meccanismi di monitoraggio che tengono conto dei responsabili delle decisioni, possa svolgere un ruolo significativo da qui fino al 2030”.

Con questo voto – fa sapere Rebecca Humphries, addetta alle relazioni pubbliche della sezione europea del Wwfil Parlamento ha stabilito una posizione forte affinché l’Ue adotti un programma di azione ambientale adatto ad affrontare la crisi ecologica e climatica, lanciando una sfida al Consiglio e alla Commissione per soddisfare le sue ambizioni”.

Impegni giuridicamente vincolanti per eliminare completamente le sovvenzioni dannose per l’ambiente nei prossimi cinque anni – aggiunge Humphries – e il passaggio a un nuovo modello economico basato sul benessere piuttosto che sulla crescita del Pil, sono essenziali per rendere il nuovo programma d’azione degno della sua dichiarata ambizione di portare l’Europa su un percorso per vivere bene entro i confini del pianeta”.

ultimo aggiornamento: 25-08-2021


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